recorder, cello player & conductor

Una terra... mille suoni.

“Brianza Classica” giunge alla dodicesima edizione consecutiva e trae ispirazione dall’imminente evento dell’Esposizione Universale - che Milano ospiterà nel 2015 - per creare, dopo ben undici anni di successi rigorosamente “classici”, applauditi ed apprezzati da un pubblico sempre crescente ed attento, una rassegna un po’…diversa, concepita per ampliare ancora di più la nostra offerta musicale “guidata” e capace di attrarre anche un pubblico sempre più giovane interessato principalmente a generi “pop” e “world music”. Classico, pop d’autore ed etnico si alterneranno dunque nella nuova edizione del festival che intende continuare a perseguire tanto la promozione dei diversi generi musicali - attraverso la consueta breve introduzione esplicativa ad ogni singolo concerto - quanto la valorizzazione delle bellezze artistiche e architettoniche presenti nell’area briantea. Tra i programmi più “classici”, ma comunque basati su composizioni che traggono ispirazione dalla musica popolare, segnaliamo un concerto su musiche di Piazzolla; alle struggenti melodie delle “Quattro Stagioni” - a firma del compositore argentino- sarà infatti dedicato il concerto che avrà come protagonista il Trio Frank Bridge in scena a Viganò. Il duo Rovini-Franceschi (clarinetto e pianoforte) presenterà a Villasanta musiche di compositori mitteleuropei, mentre il prestigioso duo Patria-Ballario (violoncello e pianoforte) proporrà un programma incentrato sul repertorio violoncellistico classico, ma di matrice squisitamente popolare. Al pop d’autore sarà dedicato il concerto del quartetto d’archi “The Palm Court Quartet” (Missaglia), mentre il chitarrista Paolo De Vecchi si esibirà, in duo col Maestro Seminara, a Paderno D’Adda in un programma a metà tra classico e contemporaneo. Dal Medio Oriente (il suonatore di percussioni iraniane Kasirossafar, di scena con la pianista Maria Pia Carola a Lomagna), alle nazioni occidentali, alle regioni d’Italia, non mancheranno strumenti e suoni di culture anche lontanissime, come il concerto per voce, chitarra e l’insolito didgeridoo australiano presentato a Lesmo dal gruppo “Tupa Ruja”. Una suonatrice di Kotò (salterio giapponese: la strumentista - cantante Katoaka Risa) giungerà poi dalla sua terra in Italia appositamente per “Brianza Classica” e presenterà ad Arcore un programma misto di musiche tradizionali orientali e personali trascrizioni dal repertorio occidentale. Non mancheranno nella rassegna di quest’anno neppure il Jazz d’autore e la musica etnica balcanica eseguita dall’Ensemble “Tasto bianco & tasto nero” che inaugurerà la XII rassegna il 26 ottobre a Cornate D’Adda.

Sono veramente lieto e orgoglioso di segnalare che, pur in un momento di profonda e persistente crisi per il nostro Paese, la rassegna si è addirittura allargata e nuove amministrazioni locali e fondazioni hanno voluto aderire al nostro festival ad Arcore, Casatenovo, Biassono e Varedo.

Ringrazio di cuore tutti i Comuni partecipanti e quelli (Lomagna e Molteno) che hanno deciso di ri-aderire a “Brianza Classica” riconoscendone l’indiscussa qualità; allo stesso modo ringrazio vivamente le Fondazioni comunitarie locali di Lecco e Monza Brianza ed il settore Cultura della Provincia di Lecco. Si rinnoverà anche quest’anno la prestigiosa collaborazione con il Touring Club Italiano che organizzerà una nuova serie di visite guidate ed incontri eno-gastronomici sempre molto apprezzati da un pubblico molto attento alla riscoperta delle tradizioni locali.

Se in ambito politico molti continuano ad essere indifferenti all’importanza della cultura e considerano la Musica (con la M maiuscola) un genere superfluo e rimandabile a tempi migliori, noi continueremo la nostra attività impegnata ed appassionata a sostegno della promozione culturale, unico efficace strumento per una reale convivenza civile tra tutti i Popoli: è questo il senso della nostra “Brianza Classica”…universale.

Giorgio Matteoli
Direttore Artistico e Presidente
Associazione Early Music Italia



Scarica il programma
Scarica il manifesto